ULTIME 3 FOTO di
GIONATAN CICALESE
e RAFFAELE SANTORO
BALUARDO
di San SEBASTIANO,
la STORIA
FOTO di GIONATAN CICALESE
e RAFFAELE SANTORO
la STORIA:
Dal punto di vista storico, il Baluardo è il risultato di costruzioni -e di ricostruzioni- che si sono succedute nei secoli.
A occidente, sul luogo dove ora è la Collegiata, era stata edificata una Fortezza. Nell’838, essa fu distrutta dai Longobardi. Ricostruita e ampliata nell’anno successivo, con la costruzione del Bastione, la Rocca-Chiesa fu dedicata a Sant’Angelo.
All’interno del Baluardo di San Sebastiano era un’omonima chiesetta. Anch’essa fu distrutta dai Pisani durante le incursioni del 1135-1137.
La struttura militare, nel corso dei secoli, difese anche la Chiesa, consacrata -poi- a Santa Maria a Mare. Con essa, era tutelata, pure, la retrostante zona alta, costituita dalle attuali via Campo e via Vena e dall’allora via per Minori.
Ad esempio, nel 1438, come riporta Matteo Camera, nelle pagine 490 e 491 del II volume delle sue “Memorie … dell’antica città e del Ducato di Amalfi”, richiamando Matteo Oliva, la Fortificazione resistette ai Catalani di Alfonso d’Aragona sbarcati a Maiori per vendicare la perdita di una galea.
Laddove il Baluardo di San Sebastiano non permetteva di contrastare idoneamente le forze nemiche, la popolazione si rifugiava nel Castello di San Nicola de Thoro Plano, estrema difesa in caso di assedio.
Nel corso del XVI secolo, la Chiesa di Santa Maria a Mare, già divenuta Basilica, fu ampliata e la Rocca fu completamente demolita. Fu lasciato solo il torrione, trasformato in campanile. Quest’ultimo fu abbattuto nel 1836 e sostituito con l’attuale.
Le mura del Baluardo di San Sebastiano, disposte trasversalmente al corso del fiume, ai piedi della Collegiata, furono, probabilmente, erette e/o completate nel XV secolo.
Della muraglia sono rimasti solo pochi tratti, con merli e feritoie ben visibili. Essa è stata sotterrata per più di un terzo della sua altezza, a causa dell’elevazione del piano stradale di via Casa Mannini, dietro le mura, e del riempimento del fossato, davanti a esse.
§§§ §§§




