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CHIESA DI SAN FRANCESCO, LA STORIA
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la STORIA:
Nel 1435, la chiesa e il convento sono distrutti dall’esercito imperiale ottomano. Essi sono fatti riedificare, l’anno successivo, da San Bernardino da Siena, ancora tra la Grotta dell’Annunziata e il lato occidentale dell’attuale convento.
Nel 1440, una violenta mareggiata distrugge la chiesa; essa è ricostruita nello stesso posto, come riportato da P. G. Battista de Palo (sito web del Comune di Maiori).
Nel 1517, iniziano i lavori di costruzione della nuova e più grande chiesa, nell’attuale posizione.
Nel 1558, l’esercito turco mette a ferro e fuoco tutta la costa; il convento è nuovamente distrutto e sono interrotti i lavori di edificazione della chiesa.
Nel corso del XVI secolo, comunque, è ampliato il convento ed è costruita la chiesa nella posizione attuale; i lavori terminano nel 1590.
Nel 1631, il complesso è seriamente danneggiato da un catastrofico uragano e, nel 1674, da una mareggiata.
Nella prima metà del 1700, esso subisce una serie di trasformazioni.
Anche nell’ottocento e nel novecento, il complesso è oggetto di interventi.
Nel corso dei secoli, in realtà, gli edifici, data la loro particolare ubicazione, sono spesso danneggiati, sia da mareggiate, sia da frane, provenienti dalle colline sovrastanti.
Pure l’alluvione del 24 ottobre 1910 causa gravissimi danni al complesso.
Nel 1808, Napoleone, con la nomina di Giuseppe Bonaparte a re di Spagna, affida il regno di Napoli al cognato Gioacchino Murat.
Nel 1811, con le leggi eversive muratiane, il convento di San Francesco è alienato, mentre la chiesa è affidata alla città di Maiori.




