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Santa Maria a Mare, una Storia lunga 1200 anni
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EDIFICAZIONE:
Sul luogo dove oggi sorge la Collegiata di Santa Maria a Mare esisteva una fortezza.
Nell’anno 838, la fortezza fu distrutta dai Longobardi capeggiati dal principe Sicardo. Ricostruita e ampliata l’anno seguente, la rocca fu intitolata a Sant’Angelo, dal nome della chiesetta di San Michele Arcangelo, esistente nei pressi.
STORIA:

Immagine tratta dal sito web
https://www.santamariaamaremaiori.it/storia/
Agli inizi del XIII secolo, forse nel 1204, in seguito al ritrovamento in mare di una statua della Madonna col Bambino, la rocca e la chiesa furono dedicate a “Santa Maria a Mare”.
Nei secoli XIII e XIV, esse furono parzialmente demolite per ampliare la chiesa, divenuta Basilica.
Nel XIV secolo, uno dei torrioni del precedente fortino fu trasformato in campanile. Tra il 1334 e il 1369 vi furono collocate undici campane.
Si ha notizia di restauri e rimaneggiamenti eseguiti nel 1494.
Papa Giulio II, con una bolla del 1505, conferì alla chiesa il titolo di “Insigne Collegiata”.
Nel 1529, per iniziativa del nobile maiorese Erasmo De Ponte e della sua famiglia, fu realizzato, dall’artista napoletano Alessandro de Fulco, il grandioso soffitto a cassettoni, in legno dorato e policromo.
Ulteriori restauri e rimaneggiamenti furono eseguiti nel 1662, nel 1671 e nel 1748.
La costruzione della monumentale sacrestia e della sottostante cripta è collocata tra la fine del XVIII secolo e gli inizi del XIX secolo.
Nel 1832, per iniziativa dell’Amministrazione Comunale di Maiori, l’edificio sacro fu ampliato ad opera dell’architetto napoletano Pietro Valente, che ne progettò una radicale trasformazione, capovolgendo l’orientamento e realizzando le attuali grandiosi navate e l’ampio transetto. La nuova facciata e il nuovo campanile furono spostate nell’attuale posizione rivolta verso la città e il mare, dove precedentemente erano le absidi.
La cupola fu ultimata nel 1863.
La monumentale sacrestia e la sottostante cripta vennero risistemate nel 1866.
L’attuale pavimento è opera dell’architetto locale Andrea D’Amato che lo disegnò e ne diresse i lavori nel 1880.
In seguito a queste opere, concluse nel 1886, la chiesa assunse l’aspetto imponente e neoclassico che oggi la caratterizza.
La cappella del Santissimo Sacramento, in corrispondenza della navata sinistra, subì un radicale intervento di rifacimento negli anni 1910-20, con l’esecuzione di decorazioni e affreschi, opere -soprattutto- del pittore Raffaele D’Amato.
Il 13 agosto 1973 alla chiesa fu conferito il titolo di Santuario Mariano.




