San Francesco, Santa Maria a Mare,
Santa Maria del Carmine,
Santa Maria de Olearia
Foto di Alyssia Miccio, Gaia Gambardella,
Maria Schiavo, Red Apple
MAIORI, un po’ di STORIA, ALCUNE DATE, 1
Anni 838-839
I Longobardi, capeggiati dal Principe Sicardo, conquistano la Costa Amalfitana e deportano a Salerno molti abitanti della Costiera. Trasportano, prima a Salerno, poi a Benevento, il corpo di Santa Trofimena, protettrice di Minori.
(vedi, anche, Giuseppe Primicerio, La Città di Maiori dalle origini ai tempi odierni, Napoli, 1983, pagina 56).
A Maiori, i Longobardi distruggono -pure- la Fortezza che esisteva dove è, ora, la Collegiata di Santa Maria a Mare.
La Rocca, poi, ricostruita e dedicata a Sant’Angelo, entrerà a far parte del Baluardo di San Sebastiano.
(Voce ‘Collegiata di Santa Maria a Mare, Maiori’, dal sito web: http://www.chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/)
Anni 839-1131
La storia di Maiori -come quella degli altri paesi della Costa- è legata a quella della Repubblica di Amalfi, prima, e a quella del Ducato di Amalfi, poi.
Maiori diviene sede
- nel borgo di Santa Tecla, sotto la rupe detta -oggi- di San Giuseppe, di numerosi Arsenali (cantieri navali)
- nella zona -oggi- chiamata Barche a Vela, del palazzo dell’Ammiragliato, delle Dogane e del Fondaco (edificio o più edifici per il deposito e il commercio) del sale.
(Giuseppe Primicerio, La Città di Maiori dalle origini ai tempi odierni, Napoli, 1983, pagine 64 e 66)
Nell’879/880, quando il Prefetturio (Conte) di Amalfi Pulcari/Pulchari strinse alleanza -anche- con i Saraceni a danno di Roma e del Papa, “… i … Majoresi … furono riluttanti a si improba lega; poco mancò che la confederazione perisse in stato pupillare”
In realtà, Amalfi intrattiene amichevoli e continui rapporti con il mondo arabo.
“… Tale continuità di linea politica maturata per un periodo di più di duecento anni, nonostante le pressioni e la disapprovazione dei grandi potentati contemporanei, la minaccia di severe sanzioni religiose e il boicottaggio economico … la si può spiegare solo in chiave di interessi economici …”
(Armand O. Citarella, Il Commercio di Amalfi nell’alto Medioevo, Salerno, 1977, pagina 28)
Lo stesso autore aggiunge: “Dal nono all’undicesimo secolo, eccetto Venezia, non c’era in tutta l’Europa mediterranea alcun’altra città che potesse reggere il paragone con Amalfi”.
Anni 1135-1137
Nel 1135, i Pisani arrivano con 46 grosse navi e 16.000 uomini; sbarcano sui litorali della Costiera e portano via ricchezze e tesori. Sono fermati e sconfitti dal re Ruggiero II di Sicilia (1095-1154), anche grazie alla mirabile resistenza della fortezza di Fratta a Ravello.
Nel 1137, in agosto, essi tornano qui con 100 navi e, dopo aver saccheggiato quanto possono, distruggono tutte le opere fortificate dei paesi della Costa: di Amalfi, di Scala, di Ravello (fortezza di Fratta), di Maiori, dove demoliscono tutte le fortificazioni del Baluardo di San Sebastiano, compresa la grande muraglia con le torri e le porte, nonché la Rocca Sant’Angelo.
(Giuseppe Primicerio, La Città di Maiori dalle origini ai tempi odierni, Napoli, 1983, pagine 83 e 84)
I Pisani devastano anche la Chiesetta di San Sebastiano, che era all’interno dell’omonimo Bastione. Essa, secoli dopo, è ricostruita e Dedicata a San Rocco.
(Voce ‘Cappella di San Rocco, Maiori’, dal sito web: http://www.chieseitaliane.chiesacattolica.it/chieseitaliane/)
Maiori è saccheggiata dai Pisani anche nel 1268; è possibile consultare:
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MAIORI, il TERRITORIO
MAIORI, un po’ di STORIA
MAIORI, un po’ di STORIA, ALCUNE DATE, 1
MAIORI, un po’ di STORIA, ALCUNE DATE, 2
MAIORI, un po’ di STORIA, ALCUNE DATE, 3
MAIORI, un po’ di STORIA, ALCUNE DATE, 4
MAIORI, ALCUNI MONUMENTI, 5 ITINERARI
MAIORI, 7 ITINERARI tra FEDE e ARTE
MAIORI, ALCUNI MONUMENTI, DOVE SONO
PER APPROFONDIRE:




