Maiori, un po’ di Storia, Alcune Date, 2

Museo Confalone,
Santa Maria del Carmine,
San Francesco

Foto di Gaia Gambardella,

Maria Schiavo

Alyssia Miccio

MAIORI, un po’ di STORIA, ALCUNE DATE, 2

Anno 1204

Rinvenimento, da parte di alcuni marinai, sulla spiaggia, in una balla di cotone, della statua in legno di Santa Maria a Mare. Essa è -oggi- sull’altare maggiore della Collegiata a Lei dedicata.

La statua proveniva, forse, da Costantinopoli quando la capitale bizantina fu spogliata di tutti i suoi tesori d’arte dai mercanti francesi e veneziani.

(Giuseppe Primicerio, La Città di Maiori dalle origini ai tempi odierni, Napoli, 1983, pagina 178 e 179)

Inizio secolo XIII

Nel sito dell’Olmo, odierna Piazza D’Amato, nei pressi della Chiesetta di San Sebastiano, poi dedicata a San Rocco, il Vescovo di Amalfi Dionisio fa costruire un Ospizio o Episcopio per il soggiorno suo e dei suoi successori.

Nei secoli successivi, fino al XVI, qui si ritirano parecchi vescovi di Amalfi, venuti in odio al popolo della Costa per la loro condotta.

(Giuseppe Primicerio, La Città di Maiori dalle origini ai tempi odierni, Napoli, 1983, pagina 230)

Egli cita:

(Matteo Camera, Memorie storico-diplomatiche dell’antica città e Ducato di Amalfi, Salerno, 1881, II volume)

Anno 1251

A Pucara, oggi frazione di Tramonti, al confine con Maiori, alcuni Tramontini e alcuni Maioresi edificano la Chiesa della Santa Croce.

Essa permetterà ai fedeli e ai Cleri delle due Comunità di riunirsi in solennità.

(Luigi Staibano, Indice per le Memorie storiche sulla Città di Maiori, Salerno, 1853)

Anno 1268

Maiori, dopo quelli del 1135-37, subisce un altro saccheggio da parte dei Pisani.

“I nemici, ben presto investirono quella spiaggia, e penetrati sin addentro del paese lo posero a soqquadro.”

“Già carichi di oro e di spoglie, prima d’imbarcarsi vollero … mandare in fiamme una nave amalfitana carica di ricche merci … e con fierezza distruggendovi simultaneamente ben trenta abitazioni!!”

(Matteo Camera, Memorie storico-diplomatiche dell’antica città e Ducato di Amalfi, Salerno, 1876, volume I, pagine 443 e 444)

(Matteo Camera, Memorie storico-diplomatiche dell’antica città e Ducato di Amalfi, Salerno, 1881, volume II, pagine 482, 483 e 535)

Anno 1343

“Memorabile la tremenda mareggiata, vero maremoto, del 24 novembre 1343 …”

“… essa è descritta con minuzia di particolari nell’epistola scritta al Cardinale Colonna il 26 successivo dal Petrarca che trovavasi allora a Napoli alloggiato presso il Convento di S. Lorenzo Maggiore …”

“… il cataclisma … distrusse buona parte del litorale della Costiera ingoiandone quasi un terzo”

(Giuseppe Primicerio, La Città di Maiori dalle origini ai tempi odierni, Napoli, 1983, pagina 106)

Anno 1348

“Nel 1348 una terribile pestilenza – la prima peste di Firenze di cui fa cenno il Boccaccio nel Decamerone – decimò le popolazioni …”

“… Maiori fu particolarmente colpita. In località Aglie venne per l’occasione edificata una Chiesa dedicata a S. Sofia. …”

“… Sul fronte di quella chiesa venne murata la seguente epigrafe riportata da (Matteo) Camera: ‘Propter pestem anni presentis 1348 fuerunt plus mortui quam vivi in dicta Terra (Maioris)'”.

(Giuseppe Primicerio, La Città di Maiori dalle origini ai tempi odierni, Napoli, 1983, pagina 109)

(Matteo Camera, Memorie storico-diplomatiche dell’antica città e Ducato di Amalfi, Salerno, 1881, II volume, pagina 535)

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